Del paradosso di non poter fare i Saldi

In un caratteristico negozio di quartiere, con una clientela fortemente fidelizzata, fare i caratteristici saldi di stagione, fortemente pubblicizzati con cartelli e merce in vetrina coi cartellini dei prezzi scontati, può essere controproducente.

Può capitare che una cliente acquisti un prodotto il 5 gennaio a prezzo pieno e se lo ritrovi a metà prezzo il 6, cosa profondamente spiacevole sia per me che per lei.

Può essere che una cliente acquisti un prodotto a prezzo pieno il 5 gennaio ed una di lei amica acquisti lo stesso prodotto a metà prezzo il 6 con perculamenti infiniti tra loro. In passato mi è capitato che una cliente mi rinfacciasse che all’amica avevo fatto uno sconto che a lei non avevo fatto.

Allora, visto che gli sconti li devo fare per forza altrimenti la merce me la mangio in insalata, io utilizzo il metodo carbonaro. Se una cliente è interessata ad un prodotto glielo propongo scontato “sottobanco”, una cosa tra noi. Lei è contenta perchè risparmia e si sente quasi privilegiata, io sono contento perchè mi libero della merce e recupero liquidità.

Di gonfiare i prezzi per proporre sconti fittizzi poi non se ne parla proprio, le persone che ti vengono in negozio in giorno si e uno anche (e che magari ti raccontano della difficoltà di vivere del figlio malato o disabile, o del marito infermo) non le puoi prendere per il culo.

Ma sopratutto perchè i clienti fidelizzati sono il più grande capitale di un negozio come il mio, imbrogliarli può anche essere redditizzio nel breve ma assolutamente controproducente nel lungo.



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