4 Maggio 1985

Ho giusto dei flash di quel giorno… sono in moto, l’Ape Car Piaggio fa una curva a 90 gradi, non freno perchè sarebbe inutile, mi butto in piega per tentare di passare nell’unico improbabile passaggio… la luce si spegne due secondi prima dell’impatto. Buio.

La luce si riaccende mentre sono a terra, sento le sirene dell’ambulanza, non ho memoria di nessun dolore, la luce si rispegne per riaccendersi mentre gli infermieri mi tagliano i pantaloni con la forbice prima di immobilizzarmi e caricarmi sulla barella, buio di nuovo. Sirena, corsa folle dell’ambulanza, buio.

Ospedale, gente che corre, mi stanno portando da qualche parte, si fermano un momento, gli occhi di mia mamma, la rassicuro, “non ti preoccupare mamma va tutto bene“, le avevano detto che mi rimanevano due ore, buio.

TAC con contrasto per vedere dove era l’emorragia “fai un bel respiro profondo” un grande calore mi attraversa il corpo, buio. Sala operatoria, chirurgia vascolare, bypass all’arteria succlavia, salvo.

Con un trapano mi piantano un chiodo nel ginocchio destro, sento un grande calore ma non ho memoria di nessun dolore. Buio. Un medico grande quanto un armadio mi fa fare dei movimenti innaturali alla gamba sinistra, urlo a squarciagola ma non ho memoria di nessun dolore. Sento uno STROCK, il ginocchio torna nella sua sede, smetto di urlare. Buio.

Mi sveglio il giorno dopo nel letto d’ospedale con quaranta persone intorno… erano i miei amici. Luce.

Il 4 Maggio 1985 era di Sabato



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