Marcovaldo

Ieri mattina, mentre in autogrill aspettavo che la persona che era con me facesse lo scontrino alla cassa, ho preso in mano distrattamente il Marcovaldo di Italo Calvino e ho letto l’incipit…

Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s’accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati da fieno, che starnutano per pollini di fiori d’altre terre.
Un giorno, sulla striscia d’aiola d’un corso cittadino, capitò chissà donde una ventata di spore, e ci germinarono i funghi. Nessuno se ne accorse tranne il manovale Marcovaldo che proprio lì prendeva ogni mattina il tram.

…mi è venuto subito voglia di rileggerlo.



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