Archive del 11 novembre 2011

La mia Vespa del ’68

La pesentazione della nuova Vespa 46 mi ha fatto tornare in mente la mia.

Nel 1982 compivo 14 anni e volevo a tutti i costi il motorino, all’epoca volevo un Fifty, che per i tempi costava un botto di soldi.

Mio padre mi disse che se avessi comprato il Fifty avrei dovuto tenermelo fino alla fine dei tempi… e a me di andare in giro in Fifty oltre i 16 anni sembrava una cosa da sfigati.

Allora comprai una vespa mia coetanea, 1968. Era ancora uno di quei modelli a tre marce. In tre giorni di sciopero a scuola la portai in carrozzeria e sotto la guida esperta del carrozziere che era nella stessa strada dove abitavo e mi conosceva fin da bambino la stuccai, carteggiai e ridipinsi di uno stupendo blu metallizzato.

Ci ho fatto la qualunque con quella vespa, fatto vacanze, portato in giro le prime morosette, il lungo Viale Europa tutto in inpennata. Ho smontato e rimontato il motore decine di volte, una volta “per sbaglio” ci ho montato un cilindro 102 Polini, un’altra un carburatore da 19, un’altra ancora una marmitta Pinasco… ma sempre per sbaglio eh.

Poi è arrivata la moto e la Vespa del ’68 è finita nel dimenticatoio, parcheggiata in garage.

Un bel giorno poi, mentre ero “distratto”, i miei hanno deciso de regalarla ad un mio zio (non li perdonerò mai per questo) che dopo averla portata a casa e provata ha detto

eh ma a me sembra che corra un po’ tanto questa Vespa per essere solo un cinquantino…

e io: “boh… forse quando ho grippato e sono andato a comprare il cilindro nuovo avranno sbagliato a darmelo

Delitti

Quale atroce delitto quando ti uccidono la capacità di sognare…

A me invece qualcuno la capacità di sognare me l’ha restituita e io di questo le sarò grato per tutta la vita.