Da qualche parte in Africa c’è una donna con un reggiseno de La Perla

Quando ho aperto negozio, nel 1987, ero a più o meno 500 metri da qui ma su una un’altra strada, parallela a questa. Biancheria e corsetteria che andavano lì erano prevalentemente di fascia alta, Liberty, Nefer, La Perla.

Quando mi sono trasferito da lì a qui, con il doppio dei metri quadri a disposizione ero convinto di dover solo aumentare la scelta, mi sono immediatamente reso conto che il target sarebbe stato completamente diverso e per riposizionarmi ho deciso di svendere quanto avevo in magazzino.

Non avevo fatto i conti però con le clienti che, per motivi che non ho mai capito, si rifiutavano di comprare biancheria di alto livello neanche al prezzo di una di livello medio-basso.

Per esempio mettevo sopra al tavolo un body da 80.000 lire della Liberty e uno da 40.000 marca caccabù, offrendo quello della Liberty scontato al 50%, quindo allo stesso prezzo del caccabù. Immancabilmente compravano il caccabù.

La motivazione era: è troppo bello, poi va a finire che non lo metto perchè mi dispiace di consumarlo. Modo di pensare che io, che sono uno che cerca sempre il massimo che mi posso permettere, non ho mai completamente compreso.

Alla fine ho dovuto arrendermi e di tutta la biancheria e corsetteria di pregio ho dovuto fare uno scatolone e spedirlo in Africa.



2 Commenti a “Da qualche parte in Africa c’è una donna con un reggiseno de La Perla”

  • claire:

    e cambia il target per solo 500 metri! certo il bianco sul nero, dona

  • Guarda che su parole e scelte delle tue clienti ci sarebbe da scrivere un trattato di sociologia. L’Italia di questi anni mostra il meglio solo fuori (apparenza). Ma sotto, nell’intimo (sostanza), ha paura di essere quel che vuol dimostrare.
    Pst: ma chi era Freud?

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