I panni sporchi si lavano in famiglia

Una delle cose che da sempre nel mio immaginario concorrono a farmi valutare una persona come per bene e di classe è la discrezione, il saper mantenere un certo riserbo sulle cose più personali, proprie e degli altri.

La tv del dolore prima e internet poi la discrezione l’hanno definitivamente uccisa, vedi persone che annunciano pubblicamente sui social network fidanzamenti e separazioni, con tutto quello che ci sta in mezzo, fanno la cronaca delle proprie – a volte gravi – malattie, si esibiscono in pubbliche scuse o ringraziamenti, a volte imbarazzando il soggetto di questi.

Troppo spesso infine si assiste, volenti o nolenti, sempre sui social network, a lunghe teorie di messaggi trasversali pubblicati al solo scopo di raggiungere indirettamente una persona che ricambia (o non ricambia più) un amore.

La discrezione va poi a braccetto con la vergogna, uccisa la discrezione viene inesorabilmente meno anche la vergogna, quella sana, quella che ti evita di denudarti emotivamente in pubblico, evitandoti di fare certe brutte figure.

Una volta si diceva che I panni sporchi si lavano in famiglia, dando a questo modo dire una connotazione negativa, come di voler tenere ipocritamente nascosto per la vergogna qualcosa che comunque è sotto gli occhi di tutti.

Ecco, forse sarebbe ora di rispolverare questo modo di dire e tenere elegantemente per se un po’ della propria vita.



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