Di quando auguro diarree a spruzzo

Abbiamo tutti qualche piccola idiosincrasia, una situazione che ci procura un bruciaculo talmente potente da trasformarci, per fortuna solo potenzialmente, nel Michael Douglas de Un giorno di ordinaria follia.

Una delle mie è quando in auto mi ritrovo davanti qualcuno che su strade larghissime e vuotissime corre a 30 all’ora. Tu laggiù in fondo vedi il semaforo verde e tra te e te dici “dai accellera che ce la facciamo… dai accellera che ce la facciamo… dai…” e quello niente, sempre a 30 all’ora.

E proprio quando stai arrivando, col semaforo che volge al giallo, questo testa di mminchia accellera e giusto sul passare tra il giallo e il rosso con scatto felino passa l’incrocio. Tu naturalmente ti ritrovi col rosso pieno e sei costretto a fermarti.

Ecco, qelli, mentre li guardo allontanarsi oltre dell’incrocio, penso che mi stiano rubando un pezzo di vita, equivalente al tempo che io sono costretto a rimanere fermo al rosso.

E penso… maleddetto, ti auguro un attacco di diarrea a spruzzo mentre in centro il sabato pomeriggio cerchi il parcheggio impossibile da trovare.



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