La mia paghetta

Due premessine: 1) A 200 metri dalla casa dove sono cresciuto c’era un rottamaio: ferro vecchio, stracci e carta/cartoni. 2) Mio papà è commerciante e riceveva merce con una certa frequenza.

Fino all’adolescenza la mia paghetta è consistita nel togliere dall’imballo di cartone la merce ricevuta, riporla nell’apposito spazio nel deposito dietro casa, ripiegare bene i cartoni (per ridurne il volume e agevolarne il trasporto col carretto) e andarla a vendere al “rottamer” lì vicino. Il ricavato della vendita era tutto mio.

Grazie a questo piccolo lavoro in confronto ai miei coetanei ero un riccone, avevo sempre dei soldi in tasca e potevo togliermi degli sfizi che spesso agli altri erano inaccessibili.



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