La Maria Oseona

A Treviso negli anni ’80, ma probabilmente anche nei precedenti ’70 e successivi ’90, c’era una prostituta comunemente conosciuta come Maria Oseona.

Al fine di agevolare la comprensione per chi non frequentasse l’idioma specifico che oseo in dialetto veneto significa uccello. Oseona indicava la grande quantità di membri con cui ella aveva avuto modo di confrontarsi.

La Maria Oseona aveva capelli lunghi corvini e un sorriso smerigliante, sorrideva sempre, coi circa tre denti che le erano rimasti, peraltro notevolmente distanziati tra loro. Il suo peso sarà stato grosso modo sui cento kili, tutti equamente distribuiti sulla panza.

La Maria Oseona era dunque donna di rarissima bruttezza ma per l’immaginario di un branco di regazzini delle medie non aveva molta importanza perché ella era donna che prendeva cazzi a mazzi.

Un giorno arriva la sagra paesana e la nostra eroina decide di fare un giro sulla calci in culo… velocissima corre voce che ella non indossasse mutande e – nonostante la rara bruttezza – è subito ressa sotto la calci in culo.

E insomma c’è questa ressa di regazzini sotto la giostra, alcuni dei quali la rincorrevano nel suo vorticoso girare per vedere se riuscivano a vedere la di lei patonza. I ragazzini, si sa, non hanno il senso della misura e della discrezione.

Finisce il giro e la Maria Oseona scende dalla giostra visibilmente interdetta, viene lì forse inconsapevole del fatto che aveva a che fare con dei 12/13enni urla: BEH!!! NON AVETE MAI VISTO UNA DONNA SENZA MUTANDE???

E in effetti no, non l’avevamo mai vista

P.S. per quelli che conoscono Treviso: ella praticava la sua arte in zona Ponte dea Goba ed era conosciuta anche col nick alternativo di Maria Pompinara



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