Ricordate che el fero e a piera vive de carne de cojon

Un milione di anni fa, per un periodo, sono stato apprendista di bottega presso premiata ditta di installazione impianti elettrici civili e industriali. La prima cosa che mi misero a fare erano le scanalature (tecnicamente tracce) sui muri dove andavano annegati i tubi che avrebbero successivamente ospitato i cavi elettrici.

Non so oggi ma allora il metodo era quello a mazzetta e scalpello.

BUM! BUM BUM! a forza di mazzate ho scavato tracce su una quarantina di case site in quel di Monigo, procurandomi dei solidi calli non nel modo che sarebbe consono a qualsiasi adolescente ma in quello del rude manovale.

Ma tornando all’oggetto… Ogni tot BUM! è statisticamente provato che la mazza manca il colpo e invece della testa dello scalpello colpisce la mano che lo tiene, procurando violacee contusioni condite da sequenze interminabili di bestemmie.

In tutto ciò, naturalmente, non poteva mancare il perculo dei “superiori” che non mancavano mai di ricordarmi che la maggior fonte di nutrimento del ferro e della pietra era la carne di coglione, io.

Però me lo dicevano in dialetto veneto: Ricordate che el fero e a piera vive de carne de cojon



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