I Crauti, una delle più grandi conquiste dell’umanità

Tra le grandi conquiste dell’umanità ci sono la posizione eretta, l’invenzione della ruota, il computer, la condivisione della conoscenza e… i crauti.

Gli antichi navigatori che intraprendevano lunghe esplorazioni alla scoperta di terre lontane dovevano confrontarsi con due problemi fondamentali, la longitudine – sapevano come erano posizionati in termini di latitudine ma andavano a sbattere sulle coste perché non conoscevano la longitudine – e lo scorbuto.

Le navi non avevano il frigorifero e quindi non c’era la possibilità di conservare cibi freschi. Dopo qualche mese la totale assenza di vitamina C causava in molti marinai perdita di forze, gonfiore a gambe e braccia, gonfiore alle gengive, fino a far cadere i denti. Di scorbuto si moriva.

I crauti sono altro che un metodo di conservazione del cavolo cappuccio, sottoposto a fermentazione lattica naturale controllata con aggiunte di sale e pare che il grande navigatore James Cook ne abbia imbarcata una certa quantità per combattere, appunto, lo scorbuto, riuscendoci.

Quindi senza crauti Cook non avrebbe potuto spingersi così lontano e il mondo oggi sarebbe un posto un più piccolo.

P.S. non importa se tutto ciò sia vero, l’importante è che sia verosimile

P.P.S. Oggi a pranzo ne ho mangiati una vagonata (con affogate dentro salcicce e costine) e rutterò crauti in faccia ai clienti per tutto il pomeriggio.



2 Commenti a “I Crauti, una delle più grandi conquiste dell’umanità”

  • Zu:

    “Dove stai andando?”
    “In merceria a farmi fare le mèches, perché?”

  • Secondo un bel documentario della Bbc sui grandi navigatori, visto su Sky anni fa, Cook non aveva capito granché dello scorbuto ma si era accorto, durante i viaggi, che i marinai stavano meglio se li obbligava (!) a mangiare verdure e frutta. Penso fosse più complicato che obbligarli al giro di chiglia. Un mito.
    La storia mixata a leggenda dice che anche Pigafetta (mio concitt.) fu tra i pochi sopravvissuti della spedizione di Magellano perché si portava dietro una scorta di limoni per il tè che, cascasse il mondo, beveva ogni pomeriggio.
    Bumi na vagamatt

Lascia un Commento