Un esempio di Decrescita felice

La decrescita felice è un’altra delle proposte del Movimento 5 Stelle che troppo semplicisticamente molti bollano come ridicole e banali. Io la decrescita felice l’ho sperimentata in prima persona.

Fino a qualche anno fa possedevo una grossa Audi, un bel giorno avevo dei giri da fare per uffici e per l’ennesima volta mi sono scontrato col problema dei parcheggi.

I parcheggi c’erano ma se ci entravo poi mi toccava uscire dal finestrino.

Non era la prima volta… così, innervosito e anche un po’ impulsivamente, sono entrato in un concessionario e ne sono uscito con una piccola Yaris.

Col passare del tempo ho realizzato che oltre a risparmiarmi i nervosi risparmiavo la bellezza di 50 a settimana di benzina, che fanno 2.500 Euro in un anno, mica fuffa.

E, a parte di bullarmi per il macchinone, con la Yaris faccio esattamente le stesse cose che facevo con l’Audi.



7 Commenti a “Un esempio di Decrescita felice”

  • my way:

    Non concordo.:-)

  • merciaioblog:

    Su quale parte non concordi?

    • my way:

      Non mi addentro su discorsi troppo complicati in questo momento.
      Volevo solo esprimere il mio disappunto sul fatto che non è vero che una cosa vale l’altra perchè l’uso che se ne fa è lo stesso.
      Altrimenti non esisterebbe la moda, il lusso, la soddisfazione di arrivare ad avere qualcosa di figo.
      Ovvio che stare in coda è sempre e comunque una seccatura, ma vuoi mettere starci in Panda o in Porsche?
      Ok addio.

  • io la decrescita felice la posso anche capire anzi in un certo senso mi sento di abbracciarla, tranne che dovrebbe essere una scelta di vita e non una costrizione dettata dalle circostanze. E farla non è così semplice come dirla perché presuppone un cambiamento molto radicale dei costumi. Penso che sarebbe una scelta da fare non proprio in un momento in cui la decrescita dovuta alla crisi è già in atto. Così non è felice per niente. non so se si capisce cosa voglio dire.

    • merciaioblog:

      Vedi, tu confondi decrescita con recessione, un minor consumo di risorse energetiche forse incide sul PIL ma non sulla creazione o distruzione di posti di lavoro. Anzi una riqualificazione potrebbe significare investimenti e creazione di nuovi lavori. Quanto al cambiamento dei costumi temo che ormai sia avvenuta da sola.

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