La castagna matta

La-castagna-matta-2a-280x470“Buongiorno, mi chiamo Alberto, e sono un albero” è l’incipit de La Castagna Matta.

Anche mio papà si chiama Alberto e anche mio papà per me è un albero.

La Castagna Matta lo ha scritto una donna che di nome non fa Alberto ma fa Mitia, però io oggi la vedo forte e solida come un Albero.

Buongiorno, mi chiamo Alberto, e sono un albero”. L’incipit è fulminante, se consideri che non si tratta di un libro di botanica.

Questo libro è una storia d’amore tra un albero, che diventa uomo, e una donna, che dicono sia matta. Ma in fondo è un invito a ricordarci che, noialtri umani, abbiamo un sacco di cose belle che si potrebbero dire, fare baciare, godere. E mica ce lo ricordiamo sempre. Ed è proprio un peccato.

Mitia Chiarin continua a portarci a spasso nei sentimenti del nord-est. La locomotiva italiana, il luogo della produzione e della piccola impresa non soccombe sotto la crisi che morde, resiste ma fa tanta fatica.

Una fiaba per adulti che ci ricorda chi siamo e cosa possiamo fare, attraverso il ciclo dei vinti, di quelli che si sono accontentati.
Ce lo dice Alberto chi siamo e quanto amore c’è, ce lo dice un albero, che prende le sembianze di uomo, e come una specie di consolatore laico tiene la mano a quanti, e sono tanti, hanno visto sgretolarsi il proprio mondo.

Una fiaba lieve, delicata, a lieto fine. Un finale lieto nonostante tutto.

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